SCOOP: Ubisoft Milano e sindacati, nuovo accordo. Un giorno di smart working in più al mese
I lavoratori potranno usufruire del telelavoro anche per «sciopero dei mezzi pubblici e per indisposizione mestruale», dice Ubisoft. Fiom: «La contrattazione collettiva è la via. No metodo Rockstar»
Benvenut* su Cyberspazio. Questa newsletter ha un tempo di lettura di 5 minuti. L’immagine di copertina è courtesy of Ubisoft.
La notizia, in breve
Fiom-Cgil e Ubisoft Milano, il 15 settembre, hanno firmato un’aggiunta all’accordo sullo smart working siglato a marzo di quest’anno;
Un giorno in più al mese, oltre ai due settimanali sanciti dalla nuova (e controversa) politica del colosso francese;
I dipendenti possono richiedere la giornata di telelavoro anche per «sciopero dei mezzi pubblici e indisposizione mestruale»;
Il contenuto di questa nuova intesa scadrà a marzo 2026, dovrà essere rinegoziato in primavera;
Il caso
Dopo la conquista di marzo, nei mesi scorsi il sindacato Fiom-Cgil è tornato al tavolo delle trattative con Ubisoft Milano. Questa serie di incontri ha portato, il 15 settembre, alla firma di una nota aggiuntiva all’accordo stipulato in primavera, con nuove regole (seppur temporanee) in materia di smart working.
Stando a quanto si legge nel documento visionato da Cyberspazio, i dipendenti potranno ora usufruire di un ulteriore giorno di telelavoro al mese, purché vi siano specifiche condizioni. Nel testo, infatti, è scritto che i principali beneficiari di questa intesa sono lavoratori in situazione di «genitorialità», «caregiver», «natalità» e «indisposti».
Proprio quest’ultima voce nasconde la vera conquista dell’accordo, che con la parola «indisposizione» include alcune condizioni completamente autocertificabili, aprendo anche la strada verso un diritto a oggi non riconosciuto dalla legge italiana, cioè il congedo mestruale.
In una nota inviata a Cyberspazio, Ubisoft chiarisce che attualmente non ha una policy specifica per il congedo mestruale. Ma conferma che «ogni dipendente ha a disposizione un giorno al mese nel quale può autocertificare una motivazione per la quale non recarsi in ufficio, anche nei giorni in cui sarebbe richiesto; le eventualità includono scioperi dei mezzi pubblici e indisposizione mestruale».
Un’altra buona notizia arriva da Roma, dove i sindacati e Confindustria hanno rinnovato il contratto collettivo nazionale (Ccnl) dei metalmeccanici, scrive l’agenzia di stampa Agi. Molti lavoratori dei videogiochi (e informatici in generale) sono inquadrati all’interno di questo Ccnl, che il 22 novembre ha visto l’aumento al minimo salariale di 205 euro al mese in busta paga (entro quattro anni) per il livello medio C3. Cyberspazio può confermare che si tratta di una tipologia di contratto che riguarda anche i dipendenti di Ubisoft Milano.
Ammortizzare
Queste aggiunte si inseriscono in un clima teso per il colosso dei videogiochi francese. A marzo, nel distaccamento italiano, era stata firmata un’intesa tra le parti nel tentativo di ammortizzare gli effetti della nuova politica Ubisoft sul telelavoro. Una mossa contestata apertamente sia in Francia che nel Belpaese, e che ha visto lavoratori e lavoratrici incrociare le braccia per un giorno di sciopero nel capoluogo meneghino.
A metà ottobre 2024, con entrata in vigore ad aprile 2025, l’azienda ha comandato ai suoi dipendenti (più di 19mila a livello globale, circa 100 a Milano) il ritorno al lavoro in sede per tre giorni alla settimana, costringendo quindi molti lavoratori a trovare casa in un’area colpita dal caro-affitti come l’hinterland milanese. La politica Ubisoft precedente, invece, garantiva ai lavoratori più flessibilità, potendo scegliere quando distribuire i giorni in ufficio (due alla settimana) nel corso del mese.
La sede italiana del colosso dei videogiochi parigino è uno studio che negli anni ha lavorato ad alcuni importanti titoli pubblicati sul mercato: Mario & Rabbids: Sparks of Hope, Kingdom Battle e Avatar Frontiers of Pandora, tra gli altri. Adesso è al lavoro su un nuovo capitolo della saga di Rayman, in collaborazione con Ubisoft Montpellier.
«No al metodo Rockstar»
L’accordo firmato a marzo da Fiom-Cgil con Ubisoft ha quindi ritardato l’introduzione della nuova linea al primo settembre di quest’anno, concordando ulteriori agevolazioni valide fino al 31 marzo 2026, con successivo rinnovo per dodici mesi. Sono escluse dal rinnovo le novità di quest’ultimo “addendum”, che dovrà invece essere rinegoziato nel corso della prossima primavera.
«Il sindacato e la contrattazione collettiva possono far funzionare meglio le cose. In Ubisoft continuiamo a impegnarci. A ogni piccolo passo in avanti, corrisponde un risultato che entra nella vita delle persone», dice il sindacalista Andrea Rosafalco, di Fiom-Cgil, a Cyberspazio.
E conclude: «In Rockstar, abbiamo visto tutti un caso profondamente diverso, con l’azienda che licenzia chi vuole sindacalizzare gli studi. Non passerà la linea di Rockstar. Noi siamo più forti, più organizzati e più ispirati di loro. La strada maestra è la sindacalizzazione, e quindi la contrattazione delle condizioni (non solo) di lavoro, come abbiamo cominciato a fare in Ubisoft».



Ci lavora il Magiustra da quelle parti, lo trattassero bene
Un movimento molto interessante che spero sia una scintilla sperimentale. Ammettiamolo, conviene ai comuni che le persone siano residenti li ma non al popolo e soprattutto non all'ecosostenibilità del territorio che subisce sovraffollamento. Dai speriamo bene. Come sempre super puntuale sulle buone notizie, grazie <3